Veduta aerea di Sarnano

Il Cammino Lauretano
della Salaria Gallica

L'antica via da Roma a Loreto
che custodisce il segreto della scoperta dell'America

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La Via Lauretana della Salaria Gallica

L'alternativa sconosciuta

Mappa del tracciato della Via Salaria Gallica

Il tracciato della Via Salaria Gallica da Roma a Loreto, passando per i Monti Sibillini

La Salaria Gallica è un'antica strada romana che collegava Roma al mare Adriatico, passando per Ascoli Piceno e i territori dell'antico Piceno.

A Mozzano, poco prima di Ascoli, la Salaria incontra questo tracciato alternativo verso Loreto che attraversa: Roccafluvione, Comunanza, Amandola, Sarnano, San Ginesio, Urbisaglia, l'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, fino a raggiungere Loreto passando per l'antica Helvia Recina (vicino Macerata) e Recanati.

Questo percorso, testimoniato da evidenze archeologiche inconfutabili, rappresentava un'alternativa al più noto Cammino Lauretano di Colfiorito.


L'esistenza del santuario della Madonna di Loreto è documentata fin dal 1294, quindi il pellegrinaggio da Roma verso la Santa Casa è iniziato fin dagli anni del basso medioevo. Nel periodo tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, a detta degli storici, il numero dei pellegrini ha subito un forte aumento, tanto che la via fu, diciamo, restaurata con rettifiche ed allargamenti dallo Stato Pontificio.

Però esiste un diverso percorso di pellegrinaggio verso la Santa Casa di Loreto, sconosciuto agli storici ufficiali, proveniente dal sud e precisamente identificato con l'antica Salaria Gallica. Questa alternativa Via Lauretana parte da Roma con la Salaria verso Ascoli, poi nelle vicinanze di Mozzano il percorso devia verso nord, attraversa Roccafluvione, quindi Comunanza, Amandola, Sarnano, Urbisaglia, Abbazia di Chiaravalle di Fiastra. Prosegue poi verso Macerata nell'antica Helvia Recina, incrocia la via Lauretana della val di Chienti, della quale percorrendo l'ultimo tratto si arriva a Loreto. La Salaria Gallica invece, ad Helvia Recina, prosegue per Filottrano, Jesi, Chiaravalle e quindi al mare Adriatico. Questo tracciato, che si sviluppa alle pendici dei Monti Sibillini, ricalca quasi per intero la ex strada statale 78 Picena. A Sarnano, su questa via, subito dopo l'antico ponte sul Tennacola, è posta una chiesa dedicata alla Madonna di Loreto.

La chiesa della Madonna di Loreto di Sarnano è stata costruita nel XV secolo sull'antico tracciato della Salaria Gallica, strada che ancora oggi, per lunghi tratti, collega Macerata ad Ascoli Piceno. L'edificio fu costruito dalla Corporazione della Lana di Sarnano, corporazione costituita da artigiani dediti alla tessitura e coloritura della lana.

Nel 1619 la chiesa fu in parte ricostruita e ristrutturata radicalmente come oggi ci appare, per devozione alla Madonna di Loreto, in relazione al passaggio dei pellegrini che dal sud andavano a nord verso il Santuario della Madonna di Loreto.

La chiesa non ha una facciata tradizionale con il portale d'ingresso; si entra tramite ingressi situati sulle pareti laterali dell'aula, con la funzione di passaggio diretto dalla strada. Quindi si entrava, si faceva la sosta, la preghiera e si usciva sulla porta opposta per continuare il pellegrinaggio verso Loreto. La chiesa veniva dunque attraversata all'interno: si rendeva omaggio alla Madonna posta su di una casetta di legno sull'altare, poi si usciva per continuare il cammino. Chi non voleva entrare poteva vedere la statua della Madonna con la Santa Casa dalla finestra con grata aperta sulla facciata adiacente alla strada. La finestra con grata metallica è molto simile a quella della Santa Casa di Loreto.

L'edificio è costituito da un unico vano a pianta rettangolare di circa 17,30 × 7,50 m e alto circa 8,00 m, orientato con l'asse principale nord-est/sud-ovest. Sul lato opposto alla non-facciata è situata la sacrestia con copertura in volte pesanti a crociera originali del sec. XV. Sul lato adiacente al torrente Tennacola è posta la casa abitazione.

L'aula della chiesa è coperta con una volta a botte realizzata con mattoni pieni ad una testa, con archi di rinforzo a due teste sporgenti all'estradosso della volta. La copertura è realizzata con capriate in legno costituenti la struttura portante, sulle quali poggiano le terzere, poi i correnti, sempre in legno, e un pianellato in cotto. Il manto di copertura è realizzato con canali e coppi di cotto. Internamente la parte alta delle pareti e tutta la volta sono decorate con pitture a tempera dura relative alla Madonna di Loreto, risalenti al XVII secolo, di pregevole fattura specialmente nell'uso della prospettiva. Al centro della volta è raffigurata la traslazione della Santa Casa da Nazareth a Loreto con la Madonna e gli angeli; nelle pareti perimetrali vi sono scorci dei loggiati di Loreto posti davanti alla Santa Casa. All'origine, tra il pavimento e la decorazione della volta, erano fissate delle tele dipinte che non sono giunte fino a noi.

Le pitture coprono una superficie di circa 175 mq. Di rilievo è la parete che contiene l'altare, sulla quale è dipinta una struttura architettonica a baldacchino con sei colonne in marmo simile al Rosso di Verona, con uno splendido effetto prospettico tale da rendere in perfetto rilievo l'elemento architettonico.

L'intero edificio è realizzato con muratura in mattoni di cotto rosso, esternamente lasciati a faccia vista; solaio di copertura e solai di piano in legno a doppia orditura con pianellato in cotto. Manto di copertura in coppi di cotto. Pavimento della chiesa e sacrestia in cotto originale del sec. XVII.

Ora, se nel 1619 si è proceduto alla ristrutturazione totale di una chiesa esistente fin dal '400, con conseguenti e rilevanti spese — e che spese, viste anche le decorazioni — ci doveva essere un motivo ben fondato: forse questa via sud-est Roma–Loreto era in quell'epoca un percorso alternativo molto importante, per lo meno importante come quello conosciuto passante per Colfiorito e la valle del Chienti, dove non mi risultano edifici costruiti appositamente in funzione dei pellegrini.

Da notare anche la citazione del Colucci nelle Antichità Picene, che citando la piana di Pian di Pieca (San Ginesio) evidenzia il restauro di tale tracciato verso Loreto, effettuato quando era papa Gregorio XIII, eletto nel 1572.

Con lo scopo di far conoscere tale tracciato storico per Loreto, è dall'anno 2006 che invio fotografie e documentazione varia di questa chiesa a tutti gli enti — Comuni, Curie — ed anche a personaggi che da anni si interessano al cosiddetto recupero della Via Lauretana nelle Marche, affinché si prendesse coscienza che c'era un'alternativa molto degna di essere studiata e che potrebbe essere quella più trafficata: nessuna risposta da chicchessia.

È dall'anno 2000 che si è sviluppato questo movimento di recupero della via Lauretana classica: sono stati fatti infiniti convegni, seminari di studio, riunioni operative, proposte di investimento, vari finanziamenti regionali, associazioni, coinvolgimento di molti enti pubblici di tutta la Regione Marche; ma l'alternativa, o quella vera, è rimasta sconosciuta.

Arch. Giuseppe Gentili

02

Una Storia Dimenticata

Sarnano custodisce testimonianze d'interesse europeo sulla scoperta dell'America, ma pochi lo sanno.

Nel cuore delle Marche, lungo un'antica via romana dimenticata, si nasconde una delle scoperte storiche più straordinarie d'Italia: la prima rappresentazione europea della scoperta dell'America, datata 1494.

Cristoforo Colombo, nella violentissima tempesta del febbraio 1493 al ritorno dalle Americhe presso le isole Azzorre, fece voto per la salvezza sua e dei suoi marinai alla Madonna di Loreto, come descritto nel suo diario di bordo.

Un anno dopo, nel 1494, nella chiesa delle Grazie a Sarnano appare un bassorilievo con la faccia di un indio piumato e pannocchie di granturco: simboli del Nuovo Mondo scolpiti nella pietra prima che qualsiasi notizia ufficiale della scoperta raggiungesse l'Europa.


La vista corta

Sarnano ha testimonianze d'interesse europeo sulla scoperta dell'America, ma non interessa a nessuno, neanche alla Regione Marche e tantomeno ai sarnanesi. Sintesi: Cristoforo Colombo nella violentissima tempesta nella quale si è trovato nel 1493 al ritorno dalle Americhe, presso le isole Azzorre, fa voto per la salvezza sua e dei suoi marinai alla Madonna di Loreto, tra gli altri voti, come descritto nel diario di bordo di Colombo. In una chiesa di Sarnano — la Madonna delle Grazie — c'è un bassorilievo datato su pietra 1494 dove vengono rappresentati i simboli del nuovo mondo: la faccia di un indio piumato e le pannocchie di granturco.

Colui che era stato incaricato di sciogliere il voto per andare a Loreto percorre la via storica e più conosciuta all'epoca, quella che da Roma tramite la Via Salaria porta a Loreto. La Salaria a Mozzano, poco prima di Ascoli Piceno, incontra l'antica via romana: la Salaria Gallica, e la si percorre attraversando Roccafluvione, Comunanza, Amandola, Sarnano, San Ginesio, Ripe San Ginesio, Colmurano, Urbisaglia, Abbadia di Chiaravalle di Fiastra, Helvia Recina (vicino Macerata), Recanati, sino a Loreto. Questo percorso ha testimonianze archeologiche inconfutabili.

Il Voto di Colombo e il Cammino Lauretano sono ovviamente legati insieme e sono una testimonianza unica per quell'epoca: sia della scoperta dell'America — della quale in quell'anno nessuna testimonianza ufficiale esiste in Europa né in Italia — sia dell'alternativa al percorso Lauretano di Colfiorito, cioè quello della Salaria Gallica, sconosciuto a tutti.

Questo percorso è testimoniato da evidenze archeologiche oltre che storiche. Queste sono le più evidenti:

1. A Sarnano c'è la chiesa della Madonna di Loreto, sulla Salaria Gallica, ristrutturata a tal fine nel 1619, come si può leggere nella relazione relativa.

2. A San Ginesio c'è l'Ospedale dei Pellegrini.

3. Il Colucci nelle Delle Antichità Picene riporta la citazione del restauro della strada da Loreto ai paesi dei monti, citando Pian di Pieca, frazione di San Ginesio — restauro del percorso effettuato da papa Gregorio XIII, eletto nel 1572.

L'importanza storico-culturale della questione è evidente, ma ai seguenti enti e soggetti — Comune, Regione, giornali regionali e popolazione locale — non interessa affatto. Sarnano potrebbe essere il capofila di una promozione di questo tipo, insieme agli altri Comuni. Il percorso Lauretano che passa a Colfiorito ha ricevuto dalla Regione Marche circa quattro milioni di euro per la logistica. Qualche mese fa a Milano è stato presentato, insieme ad altri cammini, il Cammino Lauretano di Colfiorito, con la presenza del Commissario Straordinario per il Terremoto.

Su iniziative di questo genere si costruiscono eventi economici duraturi: servono a creare posti di lavoro e ad incrementare la presenza turistica, se si è in grado di capirne l'importanza.

Il dott. David Riparbelli, dopo qualche anno di studi e ricerche anche a livello europeo con professori universitari, ha scritto un libro sulla chiesa delle Grazie di Sarnano, che mette in evidenza il rapporto tra il voto di Colombo alla Madonna di Loreto e la via Lauretana della Salaria Gallica. Ma tutto tace.

Arch. Giuseppe Gentili

03

Le Testimonianze nei Secoli

L'esistenza di questo percorso lauretano è documentata da molteplici fonti storiche:

Papa Gregorio XIII (1572)

Il Colucci nelle "Antichità Picene" riporta la citazione del restauro della strada da Loreto ai paesi dei monti, citando Pian di Pieca (frazione di San Ginesio), restauro effettuato da Papa Gregorio XIII, eletto nel 1572.

Estratto dalle Antichità Picene del Colucci

Estratto da "Antichità Picene" dell'Abate Giuseppe Colucci, 1795

Nel periodo tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, il numero dei pellegrini diretti a Loreto subì un forte aumento, tanto che la via fu restaurata con rettifiche ed allargamenti dallo Stato Pontificio.

Lungo questo tracciato troviamo evidenze concrete: la Chiesa della Madonna di Loreto a Sarnano (ristrutturata nel 1619), l'Ospedale dei Pellegrini a San Ginesio, e numerosi edifici storici dedicati all'accoglienza dei viandanti.

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Il Percorso del Pellegrino

Per sciogliere il voto alla Madonna di Loreto, il marinaio incaricato da Colombo — probabilmente Pedro de Villa di Porto Santa Maria — percorse da Roma la via più conosciuta all'epoca: la Salaria che, tramite il tratto della Salaria Gallica, porta a Loreto.

Questo percorso offriva ai pellegrini:

  • Ospitalità sicura: ospedali e chiese attrezzate per l'accoglienza
  • Tracciato consolidato: strada romana ben mantenuta
  • Tappe devozionali: santuari e luoghi di preghiera lungo il cammino
  • Protezione: territori controllati dallo Stato Pontificio

Il viaggio da Roma a Loreto richiedeva circa 10-12 giorni a piedi, attraversando paesaggi mozzafiato tra monti e valli, con soste nelle comunità che vivevano lungo la via.

"Chi andava a Loreto da Roma, percorrendo la Salaria Gallica, trovava ristoro e protezione nei paesi dei Sibillini, testimoni silenziosi di secoli di fede e pellegrinaggio." — Giuseppe Colucci, Antichità Picene
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San Ginesio — L'Ospedale dei Pellegrini

Ospedale dei Pellegrini a San Ginesio

L'Ospedale dei Pellegrini a San Ginesio, testimonianza dell'importanza del percorso

A San Ginesio, tappa fondamentale lungo la Salaria Gallica, sorge ancora oggi l'Ospedale dei Pellegrini, edificio del XIV secolo con il caratteristico porticato ad archi che offriva riparo e cure ai viandanti diretti a Loreto.

La presenza di questa struttura così importante conferma il ruolo centrale di questo tracciato nel sistema dei pellegrinaggi medievali e rinascimentali verso il Santuario della Santa Casa.

San Ginesio era un punto strategico: da qui il cammino proseguiva verso Sarnano, attraversando la pianura di Pian di Pieca, citata dal Colucci come luogo del restauro pontificio della strada.

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Sarnano — La Chiesa della Madonna di Loreto

Esterno Chiesa Madonna di Loreto

La chiesa vista dalla Salaria Gallica


Tour Virtuale della Chiesa della Madonna di Loreto

Clica qui per aprire il Tour Virtuale della Chiesa della Madonna di Loreto a Sarnano

Interno Chiesa Madonna di Loreto

Gli affreschi del soffitto (XVII secolo)

Altare Chiesa Madonna di Loreto

La parete dell'altare con baldacchino dipinto

A Sarnano, sulla Salaria Gallica subito dopo l'antico ponte sul Tennacola, si trova la Chiesa della Madonna di Loreto, costruita nel XV secolo e radicalmente ristrutturata nel 1619 proprio in funzione del passaggio dei pellegrini.

Un'Architettura Unica

La chiesa presenta caratteristiche architettoniche straordinarie:

  • Nessuna facciata tradizionale: si entra tramite ingressi laterali sulla strada
  • Attraversamento interno: i pellegrini entravano da una porta, rendevano omaggio alla Madonna, uscivano dall'altra porta continuando il cammino
  • Finestra con grata: chi non voleva entrare poteva vedere la statua della Madonna dalla strada, come nella Santa Casa di Loreto
  • Affreschi del XVII secolo: la volta e le pareti sono decorate con scene della traslazione della Santa Casa da Nazareth a Loreto

Nel 1619 la chiesa fu ristrutturata con spese rilevantissime (viste anche le decorazioni pregevoli): segno che questa via era un percorso alternativo molto importante, forse più trafficato di quello per Colfiorito.

Libro Sarnano 1494
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Il Voto di Cristoforo Colombo

Febbraio 1493, Oceano Atlantico presso le Azzorre

Durante il viaggio di ritorno dalle Americhe, la caravella Nina, su cui viaggiava Cristoforo Colombo, si trovò in mezzo ad una terribile tempesta che l'allontanò dalla Pinta.

I marinai, presi da grande spavento, fecero tre voti di pellegrinaggio:

  • Primo voto: Madonna di Guadalupe in Estremadura, Spagna (toccò a Colombo)
  • Secondo voto: Madonna di Loreto, vicino ad Ancona (toccò a Pedro de Villa, finanziato da Colombo)
  • Terzo voto: Santa Chiara di Moguer, Andalusia (toccò ancora a Colombo)

Alla fine si salvarono tutti e approdarono in Portogallo. Ma il voto alla Madonna di Loreto doveva ancora essere sciolto...

08

La Chiesa delle Grazie a Piano

Nella frazione Grazie del Comune di Sarnano (località Piano), sulla vecchia strada Sarnano-Gualdo, si trova una chiesa privata, un tempo pubblica, della quale restano la navata di sinistra e il presbiterio di quella centrale.

La chiesa fu costruita intorno ad un'edicola affrescata con la Madonna con Bambino, di cui si hanno notizie fin dai primi anni del XV secolo (1400). In questa pianura, ogni anno in agosto, si svolgeva una grande fiera della durata di sette giorni in occasione della festa dell'Assunta.

Il Mistero del 1494

L'edicola è costituita da un baldacchino in muratura con cuspide e arco a tutto sesto, sorretto da due piedritti in pietra scolpita a bassorilievo.

E su questi piedritti è scolpita la data: 1494

Ma non solo la data. Su quelle pietre è scolpito qualcosa che non dovrebbe esistere in Europa in quell'anno...

Madonna delle Grazie

Scioglimento del Voto alla Madonna di Loreto tramite il Percorso Lauretano della Salaria Gallica

La Madonna delle Grazie in Località Piano, Sarnano (Macerata) 

Nella prima quindicina del mese di febbraio del 1493, durante il viaggio di ritorno dalle Americhe, vicino alle isole Azzorre, la caravella Nina, su cui viaggiava Cristoforo Colombo, si trovò in mezzo ad una terribile tempesta che l’allontanò dalla Pinta mentre insieme erano di ritorno verso l’Europa.

I marinai a bordo della Nina presi, da grande spavento, fecero voti di pellegrinaggio alla Madonna di Guadalupe in Estremadura, Spagna, affinché si salvassero dalla tempesta. Tirarono a sorte e toccò a Colombo l’onore di adempiere al voto una volta sbarcati. La tempesta non cessava e visto il grave pericolo in cui si trovava la nave, l’equipaggio fece un altro voto alla Madonna di Loreto, vicino ad Ancona, questa volta il voto doveva essere esaudito da Pedro de Villa, di Porto Santa Maria, una isola delle Azzorre, e Colombo si offrì per pagargli il viaggio.

Ma la tempesta continuava ad abbattersi violentemente sulla nave e i marinai fecero un altro voto, e questa volta ad una Santa, Chiara di Moguer, nella regione dell’ Andalusia. Di nuovo ad esaudire il voto toccò a Colombo. Comunque alla fine si salvarono tutti e approdarono in Portogallo.

Cosa c’entra Colombo con la Pintura delle Grazie?

C’entra secondo una mia ipotesi non dimostrata, ma anche non smentita, quindi……..?

Nella frazione Grazie del Comune di Sarnano, c’è una chiesa privata, una volta pubblica, della quale restano solo la navata di sinistra e il presbiterio di quella centrale.

La chiesa è stata costruita intorno ad una edicola, posta sulla vecchia strada Sarnano Gualdo, nella quale è affrescata la Madonna con Bambino di cui si hanno notizie fin dai primi anni del sec. XV, (1400) quando nella pianura, ogni anno in Agosto, si svolgeva una grande fiera, in occasione della festa dell’Assunta, fiera che durava sette giorni ed era molto conosciuta. (In occasione di questa festa e in questa area si disputava il Palio)

L’edicola è costituita da un baldacchino in muratura con cuspide ed arco a tutto sesto sorretto da due piedritti in pietra scolpita a bassorilievo, datato 1494 come risulta dalla scritta posta in basso sul piedritto sinistro. Altra datazione del 1494 è scolpita sulla pietra orizzontale che funge da soglia sulla quale appoggia il piedritto di sinistra.

Ora guardiamo con attenzione il bassorilievo del piedritto di sinistra, partendo dall’alto notiamo due stemmi della gerarchia ecclesiastica sotto ai quali viene rappresentata una strana figura, un viso rotondo e copricapo piumato, che ricorda molto l’arte a bassorilievo delle popolazioni precolombiane dell’America Latina, anzi sembra proprio quel tipo di scultura e quel tipo di rappresentazione di una testa umana. Ancora più in basso la croce rossa su fondo bianco con corona di gigli, che sembrerebbe lo stemma della città di Genova. Anche l’altro piedritto ha una decorazione molto particolare, specialmente l’immagine in alto rappresentante il sole.

Questa tipologia decorativa non risponde ai modelli della decorazione sacra Cattolica della fine del ‘400 in Italia, non mi sembra di averne mai visti simili.

Il primo accenno ad una chiesa nella frazione Grazie già costruita si ha in un testamento del 1478, e la chiesa ancora non si chiamava delle Grazie, ma semplicemente S.Maria . Nel 1508 negli statuti Comunali la chiesa viene citata come Santa Maria delle Grazie, in “plano Malvicini”.

Alla luce di tutto ciò ipotizzerei la manifestazione o l’espletamento di uno dei voti fatti dai marinai sulla Nina di Cristoforo Colombo nel febbraio del 1493.

Per lo scioglimento del voto recandosi a Loreto qualche marinaio di Colombo, da lui finanziato come precisato nel diario di bordo, da Roma percorrendo la via Salaria Gallica ha lasciata traccia del suo passaggio nelle chiesa delle Grazie a Sarnano.

Se così non fosse, come sarebbe possibile avere questi bassorilievi con caratteristiche tipiche di civiltà, fino all’anno prima sconosciute in Europa, ed invece presenti in una piccola chiesadiSarnano? Chi le ha pensate, o dove le ha copiate?

Nella rivista Medioevo dell’ottobre 2010 ho trovato un saggio “storie 12 ottobre 1492” il quale trattando del viaggio di Cristoforo Colombo presenta alcune immagini di idoli della zona di Santo Domingo, che sembrano molto simili a quelle presenti nella chiesa della Madonna delle Grazie di Sarnano, Questo si che è un mistero.

09

Il Baldacchino del 1494

Baldacchino dell'altare

Il baldacchino con i due piedritti scolpiti

Data 1494 incisa

La data 1494 incisa nella pietra

Questa datazione colloca l'opera esattamente un anno dopo il voto di Colombo (febbraio 1493) e due anni dopo il ritorno dalla prima spedizione (1492).

In quell'anno, il 1494, nessuna notizia ufficiale della scoperta dell'America era ancora giunta in Europa. I resoconti di Colombo circolavano solo nelle corti spagnole e pontificie.

Eppure, su questo piedritto di pietra in un piccolo borgo delle Marche, qualcuno scolpì...

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La Prima Rappresentazione Europea dell'America

Piedritto sinistro del baldacchino

Il piedritto sinistro con la figura dell'indio

Dettaglio indio e granturco

L'indio con copricapo piumato e le pannocchie di granturco

Sul piedritto di sinistra, datato 1494, è scolpita una figura straordinaria:

  • Un viso rotondo con copricapo piumato — tipico delle popolazioni indigene americane
  • Pannocchie di granturco (mais) — pianta sconosciuta in Europa prima del 1492
  • Stile a bassorilievo — che ricorda l'arte delle popolazioni precolombiane dell'America Latina

Questo è un fatto storico senza precedenti

Nel 1494 nessuna testimonianza ufficiale della scoperta dell'America esisteva in Europa, né in Italia.

Eppure qui, in una piccola chiesa delle Marche lungo la via per Loreto, qualcuno scolpì nella pietra i simboli del Nuovo Mondo: l'indio e il granturco.

Come è possibile?

"Nella rivista Medioevo dell'ottobre 2010 ho trovato immagini di idoli della zona di Santo Domingo che sembrano molto simili a quelle presenti nella chiesa della Madonna delle Grazie di Sarnano. Questo sì che è un mistero." — Arch. Giuseppe Gentili
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Lo Stemma di Genova

La testimonianza più sorprendente si trova proprio sotto la figura dell'indio: una croce rossa su fondo bianco con corona di gigli.

Lo Stemma della Repubblica di Genova

Questo simbolo è inequivocabile: la croce rossa su campo bianco (croce di San Giorgio) con gigli è lo stemma della città natale di Cristoforo Colombo.

La presenza dello stemma genovese accanto ai simboli americani non può essere casuale. È la firma, il collegamento esplicito tra:

  • Cristoforo Colombo — navigatore genovese
  • Il voto alla Madonna di Loreto — fatto durante la tempesta del 1493
  • Il marinaio Pedro de Villa — incaricato da Colombo di sciogliere il voto
  • La Salaria Gallica — il percorso verso Loreto
  • La chiesa delle Grazie — tappa del pellegrinaggio

Il bassorilievo del 1494 è la testimonianza materiale del passaggio di chi portava con sé la notizia del Nuovo Mondo, finanziato da Colombo per adempiere al voto fatto durante la tempesta.

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La "Pintura delle Grazie"

L'Ipotesi Storica

Se così non fosse, come sarebbe possibile avere questi bassorilievi con caratteristiche tipiche di civiltà fino all'anno prima sconosciute in Europa, presenti in una piccola chiesa di Sarnano?

Chi li ha pensati? Dove li ha copiati?

L'ipotesi più plausibile è che il marinaio incaricato da Colombo — Pedro de Villa di Porto Santa Maria, finanziato come precisato nel diario di bordo — percorrendo da Roma la via Salaria Gallica per recarsi a Loreto, abbia lasciato traccia del suo passaggio nella chiesa delle Grazie a Sarnano.

La Decorazione "Non Cattolica"

L'iconografia del piedritto destro presenta anch'essa elementi anomali:

  • Una rappresentazione del sole particolarmente elaborata
  • Decorazioni che non rispondono ai modelli della decorazione sacra cattolica italiana della fine del '400
  • Uno stile che sembra richiamare influenze esotiche
"Questa tipologia decorativa non risponde ai modelli della decorazione sacra Cattolica della fine del '400 in Italia. Non mi sembra di averne mai visti di simili." — Arch. Giuseppe Gentili, relazione sulla chiesa delle Grazie

Il Contesto Cronologico

La chiesa delle Grazie era già citata in un testamento del 1478 come Santa Maria. Nel 1508 negli statuti comunali viene chiamata Santa Maria delle Grazie.

Il bassorilievo datato 1494 si colloca esattamente in questo periodo, quando la chiesa era in fase di ampliamento e decorazione — momento perfetto per lasciare una testimonianza votiva permanente.

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Le Fonti e la Ricerca

Gli Studi Recenti

Il dott. Davide Riparbelli, dopo anni di studi e ricerche anche a livello europeo con professori universitari, ha scritto il libro:

"Sarnano 1494 — L'America di Colombo nella Chiesa delle Grazie"

La prima citazione figurata della scoperta dell'America

Il libro mette in evidenza il rapporto tra:

  • Il voto di Colombo alla Madonna di Loreto (febbraio 1493)
  • La via Lauretana della Salaria Gallica
  • I bassorilievi del 1494 nella chiesa delle Grazie

Le Fonti Documentarie

Le testimonianze storiche sono molteplici:

Diario di Bordo di Colombo (1493)

Descrive i voti fatti durante la tempesta e il finanziamento di Pedro de Villa per il pellegrinaggio a Loreto.

"Antichità Picene" del Colucci (1795)

Documenta il restauro pontificio della strada verso Loreto attraverso la Salaria Gallica.

Relazione del 1619

Descrive la ristrutturazione della chiesa della Madonna di Loreto a Sarnano "per devozione" e in funzione dei pellegrini.

Statuti Comunali di Sarnano (1508)

Prima menzione ufficiale della chiesa "Santa Maria delle Grazie in plano Malvicini".

La Ricerca Archeologica

L'Arch. Giuseppe Gentili dal 2000 ha condotto ricerche approfondite sulla chiesa della Madonna di Loreto e sulla Salaria Gallica, documentando:

  • Le caratteristiche architettoniche uniche della chiesa
  • Gli affreschi del XVII secolo
  • Il tracciato della Salaria Gallica ancora visibile
  • Le analogie tra i bassorilievi di Sarnano e l'arte precolombiana

Pedro de Villa ritratto a Sarnano? Il fascino di una suggestione

di David Riparbelli, autore del libro "Sarnano 1494, l'America di Colombo nella chiesa delle Grazie"

La visitazione del sito sulla via Lauretana della Salaria Gallica mi ha stimolato a compiere nuovi approfondimenti che mi hanno portato a formulare un'ipotesi ardita ma affascinante: nell'affresco della Madonna delle Grazie (cuspide) potrebbe essere raffigurato Pedro de Villa, di cui, è bene chiarirlo, non esiste alcuna descrizione fisica né un qualsivoglia ritratto.

L'unica rappresentazione che conosciamo è quella immaginifica del Maccari nella cupola della Basilica di Loreto (dipinta tra il 1892 e il 1908), che ce lo mostra di spalle nell'atto di consegnare il modellino ex voto di una caravella, ricostruito e conservato nello stesso Santuario nella Cappella dei Santi Pellegrini.

Pedro de Villa adempie al voto alla Madonna di Loreto

Pedro de Villa adempie al voto fatto alla Madonna di Loreto offrendo un modellino della caravella

Cappella dei Santi Pellegrini - modellino ex voto

Cappella dei santi Pellegrini, il modellino ex voto della Santa Maria accompagnato da un'iscrizione che ricorda lo storico episodio del 14 febbraio 1493

Le Testimonianze Storiche

A seguire le testimonianze storiche pervenutaci in cui è menzionato Pedro de Villa:

Dalle "Storie del Nuovo Mondo" di Fernando Colombo, figlio naturale dell'Ammiraglio: "[...] trassero per voto la sorte di chi di loro andasse in pellegrinaggio per tutti alla Madonna di Guadalupa, la quale toccò all'Ammiraglio. Poscia sortirono un altro pellegrino alla Madonna di Loreto, e toccò la sorte ad un marinaio del porto di Santa Maria di Santoña, chiamato Pietro della Viglia (Pedro de Villa)".

Pedro de Villa viene citato anche nel Sumario del Diario de Colón, dia 14 de febrero de 1493: "Si gettò di nuovo la sorte per mandare un pellegrino a Santa Maria di Loreto, che è nella marca d'Ancona, terra del Papa, che è la casa dove la Madonna ha fatto e fa tanti grandi miracoli, e la sorte toccò ad un marinaio dal Puerto de Santa Maria si chiamava Pedro de Villa, e l'ammiraglio gli promise dei soldi per il viaggio".

E così da Las Casas nella sua Historia: "Si convenne che si tirasse nuovamente la sorte per mandare i pellegrini a Sancta Maria de Loreto, che è in provincia di Ancona, che è la casa devotissima di Nostra Signora Sancta Maria; e dove compie, come si dice, molti grandi miracoli. Questa volta la fortuna toccò a un marinaio del porto di Sancta Maria, a tre leghe da Sanlucar de Barrameda, e si chiamava Pedro de Villa; al quale l'Ammiraglio promise di dare soldi per le spese".

Il Marinaio di Colombo

Dalle ricerche effettuate da Alice Bache Gould y Quincy, ricercatrice della identità dei marinai della Niña, Pinta e Santa Maria, il marinaio Pedro de Villa nel viaggio di andata era imbarcato sulla Santa Maria il cui proprietario Juan de la Cosa era dello stesso paese, Santoña, (Ciò venne rivelato per la prima volta nel 1851, all'epoca della pubblicazione della "Biblioteca Maritima", opera postuma del Navarrete) e dove erano imbarcati altri marinai provenienti dal nord della penisola iberica.

Cristoforo Colombo, infatti, perse la sua nave ammiraglia, la Santa Maria, nella notte tra il 25 e il 26 dicembre del 1492. L'imbarcazione si incagliò su una barriera corallina lungo le coste di Haiti (nell'isola che allora chiamò Española), mentre l'equipaggio dormiva e la guida era stata affidata temporaneamente a un giovane mozzo.

Oltre a quanto sopra riportato, di Pedro de Villa sappiamo ben poco. Nella lista ufficiale dei marinai è registrato con la qualifica di "marinero", marinaio semplice, dunque, addetto alle manovre. Accanto al suo nome compare la città di origine, Santona, località della Cantabria, nel nord della Spagna. Imbarcato sull'ammiraglia Santa Maria, fu scelto da Colombo tra i superstiti del naufragio del Natale del 1492 per comporre l'equipaggio della piccola Niña con la quale intraprese il viaggio di ritorno.

Dopo i forti contrasti con i fratelli Pinzon, che comandavano la Pinta, l'Ammiraglio genovese volle con sé solo gli uomini a lui più fedeli e Pedro evidentemente lo era. La sua devozione a Colombo si cementò nel febbraio 1493, durante la tempesta oceanica e il rito dei ceci segnati dalla croce la cui estrazione comportava il pellegrinaggio solenne.

Null'altro è documentato sul nostro personaggio.

La Salaria Gallica

La Salaria Gallica

Il Pellegrinaggio verso Loreto

Poco più di un mese dopo, il 15 marzo 1493, Colombo sbarcò nel porto di Palos de la Frontera con l'equipaggio della caravella Niña e di lì a poco Pedro de Villa avrebbe iniziato il suo pellegrinaggio. È proprio a questo punto che il mio lavoro si intreccia indissolubilmente col tuo, Giuseppe, traendone forza ed ulteriore credibilità.

Il marinaio spagnolo sbarcato nei pressi di Roma inizia a percorrere la Salaria Gallica, il percorso che tu hai individuato, scivolando anonimo e silenzioso tra le pieghe del tempo e tra la moltitudine di personaggi incontrati nel suo cammino e nelle sue soste. Di lui nessuna testimonianza diretta, nemmeno a Loreto.

Seguendo le linee tracciate nella ricostruzione dei fatti e dei percorsi, abbiamo contezza di due soli luoghi in cui il marinaio spagnolo ha sostato: il santuario lauretano e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Gli archivi dei due siti non forniscono prove documentali, ma contestualizzando siamo nella normalità: troppo poco rilevante la persona, troppo vicino l'evento, la cui eco doveva ancora propagarsi nelle periferie dello Stato Pontificio. Peraltro, il santuario non conserva traccia di molti importanti personaggi che lo hanno devozionalmente visitato. Spesso sono stati loro stessi o i loro biografi a darcene notizia.

Ma la radicata e storica convinzione che Pedro de Villa abbia assolto al suo compito ha attraversato i secoli, ispirando il Maccari e arrivando con immutato fascino ai nostri giorni. Stesso discorso vale per il Comune di Sarnano e Santa Maria delle Grazie, nessun riscontro documentale, ad oggi. Ma qui Pedro de Villa ha lasciato una più concreta traccia del suo passaggio, gli idoli riprodotti sul piedritto di sinistra. E al riguardo una domanda si pone: possibile che sia stata raffigurata la fattualità di una grande impresa trascurando chi vi ha partecipato?

L'Affresco della Cuspide

Riesaminando nel dettaglio i personaggi dipinti sulla cuspide dell'edicola di Santa Maria delle Grazie, a quasi tutti si può assegnare un ruolo di partecipazione: marito, moglie, sorella, fratello/i, padre, madre, padre spirituale. Gli amici e parenti del vedovo e della defunta sono lì, a ranghi serrati in preghiera. Lo stesso sacerdote è unito a quella comunità fisicamente, sorreggendo la dolente madre della sposa. Ma per gli ultimi due di sinistra, defilati, a latere dell'intera scena, è difficile l'inserimento nel contesto.

Dettaglio personaggi affresco cuspide

I due personaggi defilati a sinistra dell'affresco della cuspide

I loro abiti, per quel che è attualmente leggibile, differiscono dagli altri. Inoltre le loro figure non ricadono sotto il manto della Madonna, che accoglie l'intera comunità di Sarnano. Assistono, partecipano e al contempo sembrano estranei alla comunità. A che titolo, allora, sono stati ritratti?

Abbiamo avuto modo di verificare quanto l'autore della pintura si sia mostrato attento ai particolari fisici ed al vestiario dei personaggi ritratti. E da questa base sono partito, anzi, ripartito.

Dettaglio del primo personaggio

Dettaglio del primo personaggio con berretto verde

Il primo dei due soggetti indossa un berretto verde di foggia differente dagli altri copricapi riprodotti, i capelli lunghi sono ben acconciati. Anche il suo vestiario si distingue dagli altri. Non indossa un mantello sopra la veste, bensì una stola. Il colletto della camicia è bordato da un'orlatura scura, potrebbe essere una collana oppure un vezzo sartoriale. La macchia che compare sul mignolo è compatibile con un anello. Due particolari che solo un'indagine pittorica potrà confermare. Il viso è scavato, le pieghe della pelle sono ben visibili, il naso è prominente e leggermente all'insù. Questa figura, come l'artista ha voluto renderla, non si confà ad un contadino, e nemmeno ad una personalità eminente, altrimenti altra sarebbe stata la sua collocazione sulla scena.

Il Marinaio: Pedro de Villa?

Prima di ipotizzare il suo ruolo ed il perché della sua presenza, occorre esaminare il suo vicino in pittura: il capo è coperto da una sorta di calotta, aderente e sottile. Indossa una tunica senza colletto e/o aperture sul davanti. Un abito assai modesto.

La pelle sembra arsa dal sole, naso piccolo e regolare, collo taurino in cui si evidenziano potenti fasce muscolari. E questo è un indizio assai importante per un'ipotesi identificativa assolutamente affascinante: potrebbe essere un marinaio, anzi, il marinaio Pedro de Villa.

La riproduzione dettagliata della sua fisicità porta a questa conclusione. Il suo viso segnato dal sole e dalle fatiche del duro lavoro di cui è indice il particolare del collo grosso e muscoloso, quasi sproporzionato se raffrontato a quello di tutti gli altri personaggi. I marinai del Cinquecento, infatti, avevano colli taurini e spalle molto sviluppate a causa dell'incredibile sforzo fisico richiesto dalle quotidiane fatiche sui velieri. Le manovre delle pesanti vele e delle cime venivano eseguite a forza di braccia, sollecitando costantemente lo sternocleidomastoideo per tirare, sollevare e resistere al vento e al movimento continuo dell'imbarcazione.

Il cappello non è un dettaglio, ma un'altra indicazione identitaria. I copricapi tipici indossati dai semplici marinai del XV secolo erano berretti di lana grezza caldi e aderenti privi di tesa rigida che il vento avrebbe fatto volare via durante le manovre con le cime. Erano flessibili ma compatti. Potevano presentare delle piccole pieghe superiori che formavano quattro punte accennate oppure essere una semplice calotta, come quella del nostro. Grigio e marrone erano i colori della lana grezza non tinta o trattata con coloranti naturali ed economici.

Dettaglio del collo del personaggio

Evidenziato il collo del personaggio identificabile in Pedro de Villa, ed il colore scuro del suo incarnato

La Datazione e il Ritratto

Il ricordo delle sue fattezze doveva essere ben vivo nella memoria di chi ha commissionato (o eseguito?) il ritratto, e i dati in nostro possesso ci danno conforto in merito. Colombo era sbarcato a Palos il 15 marzo. A breve giro Pedro de Villa ha intrapreso il suo lungo viaggio. Considerando che la tratta Palos o Cadice – Civitavecchia comportava dalle due alle tre settimane di navigazione e che il percorso via terra presumibilmente altrettante, dobbiamo considerare circa 45 giorni di viaggio totale, al netto delle varie soste.

È presumibile che il marinaio spagnolo sia partito non prima dell'inizio di aprile per poi giungere a Sarnano ai primi del giugno 1493. La datazione sui bassorilievi dell'edicola è 1494. Considerando la cadenza dei lavori ipotizzati per la cuspide ed i piedritti, il tutto sarebbe compatibile cronologicamente.

E questa identificazione presuppone l'altra, quella del suo vicino in pittura. Potrebbe essere l'artista che ha eseguito l'opera, anch'egli estraneo alla comunità raffigurata, ma con essa partecipe alla commemorazione funebre. È lui il Maestro Piermatteo, che in tal caso assurgerebbe a deus ex machina dell'intera edicola? Oppure è il pittore di formazione romana ipotizzato nel libro? È un ritrattista di scuola marchigiana?

Dettaglio completo dei due personaggi

I due personaggi misteriosi: il possibile ritratto di Pedro de Villa e l'artista

Domande a cui allo stato attuale è difficile dare risposta e che continuano ad alimentare l'aura di mistero che aleggia su Santa Maria delle Grazie.

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Il Significato Storico e Culturale

Questa scoperta ha un'importanza storico-culturale straordinaria:

1. Testimonianza Unica della Scoperta dell'America

Il bassorilievo del 1494 rappresenta la prima citazione figurata della scoperta dell'America in Europa. Nel 1494 nessuna testimonianza ufficiale esisteva ancora né in Italia né nel resto d'Europa.

2. Alternativa al Percorso Lauretano di Colfiorito

La via della Salaria Gallica era un percorso alternativo verso Loreto, sconosciuto agli storici ufficiali, ma evidentemente molto frequentato come dimostrano:

  • La ristrutturazione costosa della chiesa Madonna di Loreto nel 1619
  • L'Ospedale dei Pellegrini a San Ginesio
  • Il restauro pontificio documentato dal Colucci

3. Valore per il Territorio

Sarnano potrebbe essere il capofila di una promozione straordinaria insieme agli altri Comuni del percorso (Roccafluvione, Comunanza, Amandola, San Ginesio, Urbisaglia, Recanati).

Il Cammino Lauretano di Colfiorito ha ricevuto dalla Regione Marche circa quattro milioni di euro per la logistica. Su scoperte storiche come questa si costruiscono eventi economici duraturi, posti di lavoro, incremento della presenza turistica.

La Vista Corta

"Sarnano ha testimonianze d'interesse europeo sulla scoperta dell'America, ma non interessa a nessuno, neanche alla Regione Marche e tantomeno ai sarnanesi. Spero che si comprenda l'importanza storico-culturale della questione." — Arch. Giuseppe Gentili, dicembre 2025

È tempo di cambiare prospettiva. È tempo di far conoscere al mondo questa storia straordinaria.

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Il Cammino Oggi

Il Cammino Lauretano della Salaria Gallica attende di essere riscoperto e valorizzato.

Un percorso che unisce:

Storia

Duemila anni di testimonianza della Salaria Gallica da Roma al Mare Adriatico attraverso Aesis (Jesi)

Natura

I paesaggi mozzafiato del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e di tutta la zona del percorso.

Cultura

Borghi medievali, chiese, ospedali storici, ma anche tradizioni locali, eventi culturali, enogastronomia.

Mistero

La prima testimonianza europea della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo

Il Percorso Completo

Da Roma a Loreto via Salaria Gallica:

Roma → Ascoli Piceno (Via Salaria) → Mozzano → Roccafluvione → Comunanza → Amandola → Sarnano → San Ginesio → Ripe San Ginesio → Colmurano → Urbisaglia → Abbadia di Chiaravalle di Fiastra → Helvia Recina (Macerata) → Recanati → Loreto

Per saperne di più

Per qualsiasi informazione su ricerche, valorizzazione del Cammino ed altro:

Arch. Giuseppe Gentili

terhon1@gmail.com

www.architettogentili.it